Edilizia e urbanistica – Abuso edilizio – Ordinanza di demolizione – Qualora interessi opere soggette ad istanza di condono edilizio – Tutela cautelare – Accoglie.

 

ECLI:IT:TARLAZ:2024:942OCAU

 

 

 

 

 

 

Pubblicato il 07/03/2024

N. 00942/2024 REG.PROV.CAU.

N. 15803/2023 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Seconda Bis)

ha pronunciato la presente

ORDINANZA

sul ricorso numero di registro generale 15803 del 2023, proposto da

Rocco Borgese e Barbara Borgese, rappresentati e difesi dagli avvocati Marcello Bacci e Mario Bacci, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio fisico eletto presso lo studio Mario Bacci in Roma, via Luigi Capuana, 207;

contro

Roma Capitale, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentata e difesa dall’avvocato Laura Carbone, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;

per l’annullamento

previa sospensione dell’efficacia,

– della determinazione Dirigenziale del Comune di Roma, Municipio Roma IV Direzione Tecnica E.Q. Edilizia Privata Ufficio Disciplina Edilizia, Repertorio nr. CH/1905/2023 del 10/08/2023 Prot. N. CH/146983/2023 del 10/08/2023, notificato in data 28/08/2023, recante l’ingiunzione di “…rimozione o la demolizione, entro 90 (novanta) giorni dalla notifica del presente provvedimento, di tutte le opere abusivamente realizzate così come specificate in narrativa e delle ulteriori eventuali opere abusive nel frattempo realizzate, nonché il ripristino dello stato dei luoghi, con l’avvertenza che qualora venga accertata l”inottemperanza alla presente ingiunzione, sarà irrogata la sanzione prevista dall”art. 15 comma 3 della L.R. 15/08 e si procederà alla demolizione d’ufficio in danno dell”opera in questione sita in località Roma: via Macomer 13 distinto al nuovo catasto terreni al Foglio 1018 particella 3339 – 1014”;

– di tutti gli atti conseguenti e/o connessi a quello impugnato ivi compreso la determinazione dirigenziale nr. 42923 del 21.02.2023 prot. nr. 31804\23.

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio di Roma Capitale;

Vista la domanda di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;

Visto l’art. 55 cod. proc. amm.;

Visti tutti gli atti della causa;

Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 6 marzo 2024 il dott. Giuseppe Licheri e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Considerato che:

– con il provvedimento avversato, il Municipio VI di Roma Capitale aveva intimato la demolizione, entro 90 giorni, delle seguenti opere:

1) sul lato destro, in aderenza all’edificio principale, realizzazione di due manufatti in muratura in aderenza tra loro, ma non comunicanti, di mq 35,00 c.a. ciascuno, con altezza mt 2,20 c.c., ricavando due vani e un bagno completamente rifiniti (foglio 1018, p.lla 3339);

2) sul lato sinistro, altro manufatto in muratura di dimensioni di mq 45,00 c.a. con altezza di mt 2,20 c.a. ricavando due vani e un bagno completamente rifiniti (foglio 1018, p.lla 3339);

3) sul lotto di terreno adiacente (foglio 1018, p.lla 1014), in aderenza al manufatto di cui al punto 1), altro locale di dimensioni mt 10,00 x8,00 c.a. con altezza di mt 4,50 c.a. con all’interno presente un soppalco di altezza mt 1,10 ad uso deposito;

– all’udienza camerale del 18.12.2023 il Collegio con ordinanza n. 8197/2023, avendo ravvisato incertezze in ordine alla circostanza, allegata da parte ricorrente, secondo la quale le opere oggetto del provvedimento gravato fossero interessate da diverse istanze di condono edilizio non ancora definite dall’amministrazione resistente, ordinava a Roma Capitale di rendere documentati chiarimenti riguardo a:

“- attuale pendenza o definizione dell’istanza di condono prot. n. 76334/0 e di altre eventuali istanze presentate per l’immobile sito in via Macomer n. 13;

– eventuale presenza di opere insistenti sul medesimo immobile ulteriori rispetto a quelle sottoposte a condono e relazione intercorrente tra le prime e le seconde. In particolare, Roma Capitale dovrà chiarire se le eventuali opere ulteriormente eseguite sui manufatti abusivi assoggettati a domanda di condono presentino carattere di mero completamento delle seconde (assentibili ed in effetti assentite con la procedura di cui all’art. 35, comma 13, l. n. 47/1985) o, viceversa, rappresentino opere nuove e differenti rispetto a quelle soggette ad istanza di sanatoria straordinaria”, non sospendendo, nelle more, gli effetti del provvedimento avversato;

– con deposito documentale avvenuto il 27.2.2024, Roma Capitale ottemperava alla richiesta istruttoria;

Vista la documentazione versata in atti da parte resistente;

Ritenuto al riguardo che, dal raffronto tra l’oggetto delle istanze di condono presentate dal ricorrente e le opere attualmente oggetto di intimazione a demolire pare, con la cautela derivante dal grado di approfondimento proprio della presente fase, che:

– le opere di cui ai punti nn. 1) e 2) dell’impugnata determinazione possano ritenersi coincidenti con quelle di cui alle istanze di condono prot. n. 0/565958 (per quanto concerne l’unità immobiliare di mq. 37,64) e prot. nn. 0/566495 e 0/576962 (per quanto attiene agli immobili di mm.qq. 46,24 e 45,49), istanze non ancora definite dalla struttura amministrativa competente, pur se per le stesse sembrerebbe essere state comunicate le ragioni ostative al loro accoglimento;

– l’opera di cui al n. 3) dell’impugnata determina (locale di dimensioni mt 10,00 x8,00 c.a. con altezza di mt 4,50 c.a. con all’interno presente un soppalco di altezza mt 1,10 ad uso deposito) la stessa non pare coincidere con alcuna delle opere abusive fatte oggetto delle domande di condono ancora pendenti per i manufatti insistenti sull’area di sedime sita in via Macomer n. 13, Roma;

– parte resistente nulla ha dedotto in ordine alla (possibile) non coincidenza dello stato di fatto delle opere con quello originariamente sottoposto ad istanze di condono, né riguardo ad eventuali strutture esorbitanti dalla nozione di completamento di cui all’art 35, comma 13, l. n. 47/1985;

pertanto, che l’istanza di sospensione del provvedimento avversato meriti positiva delibazione con esclusivo riferimento alle opere di cui ai numeri 1) e 2), per il resto dovendosi la stessa respingere;

– la reciproca soccombenza giustifica la compensazione delle spese della fase cautelare.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda Bis):

– accoglie l’istanza di sospensione cautelare limitatamente alle opere di cui ai numeri 1) e 2) del provvedimento avversato;

– per il resto, respinge la domanda di concessione di misure cautelari;

– compensa le spese della presente fase.

La presente ordinanza sarà eseguita dall’Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 6 marzo 2024 con l’intervento dei magistrati:

Pietro Morabito, Presidente

Michelangelo Francavilla, Consigliere

Giuseppe Licheri, Referendario, Estensore

L’ESTENSORE IL PRESIDENTE
Giuseppe Licheri Pietro Morabito

IL SEGRETARIO

PI/CF 01779330354