ECLI:IT:TARBS:2024:46OCAU

Autorizzazioni e concessioni – Installazione di una stazione radio – Diniego – Per eccessiva altezza dell’impianto e impatto paesistico – Richiesta di riduzione dell’altezza – Illegittimità – Incide sulla funzionalità dell’impianto, da contemperare con il profilo estetico – Mancata indicazione di un sito alternativo nelle vicinanze – Tutela cautelare – Accoglie.

 

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato il 12/02/2024

00046/2024 REG.PROV.CAU.

00024/2024 REG.RIC.           

REPUBBLICA ITALIANA

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia

sezione staccata di Brescia (Sezione Seconda)

ha pronunciato la presente

ORDINANZA

sul ricorso numero di registro generale 24 del 2024, proposto da

ILIAD ITALIA SPA, rappresentata e difesa dagli avv. Valerio Mosca e Filippo Pacciani, con domicilio digitale come da PEC dei Registri di Giustizia, e domicilio fisico presso l’avv. Mario Gorlani in Brescia, via Romanino 16;

contro

COMUNE DI TRESCORE BALNEARIO, rappresentato e difeso dall’avv. Federica Giazzi, con domicilio digitale come da PEC dei Registri di Giustizia, e domicilio fisico presso il medesimo legale in Brescia, via Saffi 16;
COMUNITÀ MONTANA DEI LAGHI BERGAMASCHI, non costituitasi in giudizio;

nei confronti

REGIONE LOMBARDIA, ARPA LOMBARDIA, non costituitesi in giudizio;

per l’annullamento

previa sospensione dell’efficacia

– del provvedimento del responsabile del SUAP della Comunità Montana prot. n. 0018679 di data 9 novembre 2023, con il quale è stata disposta la conclusione negativa della conferenza di servizi relativa alla realizzazione di una stazione radio base nel Comune di Trescore Balneario, in via Pascoli;

– del parere finale negativo del responsabile dell’Ufficio Urbanistica del Comune prot. n. 0026584 di data 8 novembre 2023;

– del provvedimento del responsabile del SUAP della Comunità Montana prot. n. 0017502 di data 20 ottobre 2023, con il quale è stato formulato il preavviso di conclusione negativa della conferenza di servizi;

– del provvedimento del responsabile dell’Ufficio Urbanistica del Comune prot. n. 19644 di data 11 agosto 2023, con il quale è stato espresso il primo parere negativo sul progetto, ed è stata chiesta la riduzione del traliccio (palo e pennone) da 36 metri a 12 metri;

– del provvedimento del responsabile del SUAP della Comunità Montana prot. n. 0014221 di data 24 agosto 2023, con il quale sono stati interrotti i termini del procedimento per dare modo alla ricorrente di modificare il progetto come richiesto dal Comune;

– dei verbali delle conferenze di servizi di data 25 settembre 2023 e 17 ottobre 2023;

 

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio del Comune di Trescore Balneario;

Vista la domanda di sospensione dell’esecuzione dei provvedimenti impugnati, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;

Visto l’art. 55 cpa;

Visti gli atti della causa;

Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 7 febbraio 2024 il dott. Mauro Pedron;

Uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

 

Considerato quanto segue.

La Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi, con provvedimento del responsabile del SUAP di data 9 novembre 2023, emesso ai sensi dell’art. 44 del Dlgs. 1 agosto 2003 n. 259, ha negato alla società ricorrente l’autorizzazione all’installazione di una stazione radio base nel Comune di Trescore Balneario, in via Pascoli.

L’area scelta ha destinazione agricola, ma non è sottoposta a vincolo paesistico. La conformazione del suolo è pianeggiante. A poca distanza si trovano un’area vincolata come fascia di rispetto fluviale e il PLIS del Malmera, dei Montecchi e del Colle degli Angeli.

La domanda di autorizzazione riguarda l’installazione di un traliccio metallico alto 30 metri con sovrastante pennone sommitale di 6 metri, per un’altezza complessiva di 36 metri.

Il diniego si basa sui pareri negativi del Comune di data 11 agosto 2023 e 8 novembre 2023, a loro volta basati sull’analisi della Commissione per il Paesaggio. In particolare, secondo il Comune, l’impatto paesistico si collocherebbe al di sopra della soglia di tolleranza, e il progetto risulterebbe fortemente impattante e discordante con il contesto. Per queste ragioni, è stata chiesta una riduzione dell’altezza da 36 metri a 12 metri, che la ricorrente non ha accettato. Nella conferenza di servizi del 25 settembre 2023 la ricorrente ha infatti risposto che la riduzione a 12 metri non consentirebbe di garantire il rispetto dell’impatto elettromagnetico nei riguardi delle abitazioni vicine, e si è dichiarata disponibile a introdurre solo opere di mitigazione quali la colorazione del traliccio e la posa di una siepe per schermare gli apparati a terra.

La tesi del ricorso è sintetizzabile in due punti:

(i) al di fuori delle aree paesisticamente vincolate, l’esame di impatto paesistico previsto dagli art. 35 e 39 del PTPR (parte del PTR in seguito alla DCR 19 gennaio 2010 n. 8/951), da condurre secondo quanto stabilito dalla DGR 8 novembre 2002 n. 7/11045, non sarebbe applicabile all’installazione di stazioni radio base, trattandosi di infrastrutture sottoposte alla speciale disciplina autorizzatoria di cui agli art. 43 e 44 del Dlgs. 259/2003;

(ii) anche volendo svolgere in via collaborativa un esame di impatto paesistico, vi sarebbero comunque travisamento e difetto di motivazione, in quanto un’area agricola non potrebbe mai essere considerata incompatibile con gli impianti di telecomunicazione, e la riduzione dell’altezza del traliccio comporterebbe problemi alla copertura del territorio.

  1. Sulla vicenda si possono formulare le seguenti considerazioni:

(a) l’art. 8 comma 6 della legge 22 febbraio 2001 n. 36 attribuisce ai Comuni il potere di disciplinare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti di telecomunicazione, e di minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici con riferimento a siti sensibili individuati in modo specifico. È però esclusa la possibilità di introdurre limitazioni alla localizzazione in aree generalizzate del territorio. Inoltre, non è consentito ai Comuni di incidere, anche in via indiretta o mediante ordinanze contingibili e urgenti, sui limiti di esposizione ai campi elettromagnetici, sui valori di attenzione, e sugli obiettivi di qualità, tutte materie che rimangono riservate allo Stato;

(b) una volta messa a confronto con i principi della normativa nazionale, improntata a un chiaro favore per gli impianti di telecomunicazione, risulta compatibile anche la disciplina degli art. 35 e 39 del PTPR, che prevede un esame di impatto paesistico sull’intero territorio comunale, e quindi anche al di fuori delle aree sottoposte a vincolo paesistico;

(c) la normativa nazionale implica tuttavia un limite agli effetti dell’esame di impatto paesistico, nel senso che questo strumento, pur essendo utilizzabile per valutare l’idoneità dei siti degli impianti di telecomunicazione, non può trasformarsi a sua volta in un divieto generalizzato. L’applicazione dei parametri della DGR 8 novembre 2002 n. 7/11045 deve quindi rimanere uno dei contributi istruttori all’interno di una valutazione sitospecifica, senza poter assumere una funzione automaticamente ostativa;

(d) la circostanza che il traliccio sia visibile, a causa della sua altezza, anche da luoghi sottoposti a vincolo paesistico, o con sensibilità paesistica elevata, è irrilevante. La visibilità a distanza è una caratteristica ineliminabile di queste infrastrutture, e se intesa come elemento ostativo escluderebbe intere zone del territorio, operando sostanzialmente come un divieto generalizzato;

(e) il problema della visibilità non può essere affrontato neppure con la fissazione di limiti di altezza. Da un lato, infatti, non è chiaro quale potrebbe essere in un territorio pianeggiante il livello accettabile di sviluppo verticale di queste infrastrutture, comunque percepibili. La definizione di ingombro ammissibile finirebbe quindi per diventare soggettiva;

(f) dall’altro, vi sono le esigenze tecniche dei gestori, i quali devono assicurare una copertura di rete omogenea e rispettosa dei limiti di esposizione ai campi elettromagnetici. Un’eventuale regolamentazione inserita negli strumenti urbanistici che rendesse impossibili o più gravosi questi obiettivi sarebbe illegittima, e dovrebbe essere disapplicata. Lo stesso vale quando i medesimi ostacoli siano posti dagli uffici comunali in provvedimenti puntuali con riguardo a singole domande di installazione;

(g) la mera visibilità del traliccio all’interno di un’area vasta deve quindi essere considerata una componente normale del paesaggio secondo una fruizione moderna, che al profilo estetico abbina necessariamente quello funzionale, ossia la presenza di servizi indispensabili alla generalità delle persone per le attività quotidiane;

(h) un sintomo di sproporzione nell’altezza potrebbe emergere solo se si potesse dimostrare che la progettazione dell’impianto si discosta dalle soluzioni tecniche normalmente praticate dagli operatori del settore. Nel caso in esame, tuttavia, né il Comune né la Comunità Montana hanno fornito la prova dell’esistenza di opzioni tecnicamente ed economicamente equivalenti con altezze inferiori;

(i) ancora sotto il profilo della visibilità, occorre sottolineare che non esiste un sito nelle vicinanze dove già siano (o possano essere) ospitati impianti di telecomunicazione dello stesso tipo, in una prospettiva di raggruppamento e coubicazione che eviti l’incongrua dispersione di queste infrastrutture sul territorio. L’alternativa che l’amministrazione eventualmente offra al gestore deve avere, affinché il gestore sia tenuto a prenderla in considerazione, almeno tre caratteristiche, ossia deve essere effettivamente disponibile sul mercato, deve garantire la copertura della medesima area, e non deve comportare un significativo aumento dei costi diretti (in relazione al sito) o dei costi indiretti (in relazione alla rete). Il caso in esame non sembra soddisfare queste condizioni.

  1. In conclusione, può essere disposta la sospensione del diniego di autorizzazione, unitamente agli altri atti della procedura.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia sezione staccata di Brescia (Sezione Seconda)

(a) accoglie la domanda cautelare, come precisato in motivazione;

(b) fissa la trattazione del merito all’udienza pubblica del 2 ottobre 2024;

(c) compensa le spese della fase cautelare.

La presente ordinanza sarà eseguita dall’Amministrazione, ed è depositata presso la segreteria del Tribunale, che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Brescia, nella camera di consiglio del giorno 7 febbraio 2024, con l’intervento dei magistrati:

Bernardo Massari, Presidente

Mauro Pedron, Consigliere, Estensore

Ariberto Sabino Limongelli, Consigliere

 

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