ECLI:IT:TARBS:2023:442OCAU

Edilizia e urbanistica – Centro storico – Autorizzazione commerciale – Da pasticceria a bar – Subordinata all’approvazione di un piano urbanistico riguardante l’intera area – Richiede il coinvolgimento degli operatori concorrenti limitrofi – Irragionevole, perché equivale a divieto – Analisi su impatto del traffico e parcheggi – Sufficienza.

Pubblicato il 14/11/2023

  1. 00442/2023 REG.PROV.CAU.
  2. 00717/2023 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia

sezione staccata di Brescia (Sezione Seconda)

ha pronunciato la presente

ORDINANZA

sul ricorso numero di registro generale 717 del 2023, proposto da

LA ROSA SRL, rappresentata e difesa dall’avv. Mauro Ballerini, con domicilio digitale come da PEC dei Registri di Giustizia, e domicilio fisico presso il medesimo legale in Brescia, viale della Stazione 37;

contro

COMUNE DI SIRMIONE, rappresentato e difeso dagli avv. Fiorenzo Bertuzzi, Gianpaolo Sina e Silvano Venturi, con domicilio digitale come da PEC dei Registri di Giustizia, e domicilio fisico presso i medesimi legali in Brescia, via Diaz 9;

per l’annullamento

previa sospensione dell’efficacia

– del provvedimento del responsabile del SUAP prot. n. 0017799 di data 14 luglio 2023, con il quale è stata dichiarata improcedibile la comunicazione relativa all’apertura di un’attività di consumo sul posto di alimenti prodotti dalla stessa ricorrente;

– del provvedimento del responsabile del SUAP prot. n. 0017800 di data 14 luglio 2023, con il quale è stata dichiarata improcedibile la SCIA relativa alla modifica dell’attività;

– del provvedimento del responsabile del SUAP prot. n. 17801 di data 14 luglio 2023, con il quale è stata dichiarata improcedibile la SCIA avente ad oggetto l’avvio dell’attività di bar e di somministrazione di alimenti e bevande;

– del provvedimento del responsabile del SUAP prot. n. 0022100 di data 28 agosto 2023, con il quale è stata respinta l’istanza di revoca dei precedenti provvedimenti;

– del regolamento comunale approvato con deliberazione consiliare n. 56 di data 30 novembre 2021, nella parte in subordina la possibilità di attivare un esercizio di bar e di somministrazione di alimenti e bevande alla previa approvazione di un piano urbanistico attuativo;

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio del Comune di Sirmione;

Vista la domanda di sospensione dell’esecuzione dei provvedimenti impugnati, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;

Visto l’art. 55 cpa;

Visti gli atti della causa;

Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 9 novembre 2023 il dott. Mauro Pedron;

Uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Considerato quanto segue.

  1. La società ricorrente svolge attività di produzione, commercio e vendita al dettaglio di prodotti di pasticceria.
  2. Nel Comune di Sirmione, in via Marconi, la ricorrente dispone di una struttura di 54 mq, nella quale produce e vende i suoi prodotti.
  3. Per estendere l’attività alla somministrazione sul posto di alimenti di propria produzione, e poi alla gestione di un vero e proprio bar, la ricorrente ha presentato al SUAP in data 13 e 14 giugno 2023 una comunicazione relativa all’apertura di un’attività di consumo sul posto di alimenti della propria pasticceria, una SCIA per la modifica dell’attività, e una SCIA avente ad oggetto l’avvio dell’attività di bar e di somministrazione di alimenti e bevande.
  4. Il responsabile del SUAP, con tre distinti provvedimenti di data 14 luglio 2023, ha inibito lo svolgimento delle attività indicate dalla ricorrente, e con provvedimento di data 28 agosto 2023 ha respinto l’istanza di revoca dei predetti divieti. A parte un marginale riferimento alla necessità di adeguare i codici ATECO per la modifica dell’attività, la ragione della risposta negativa del Comune risiede nel contrasto tra l’attività di somministrazione e la disciplina dell’Ambito 03 contenuta nel regolamento comunale sull’insediamento degli esercizi di somministrazione, approvato con deliberazione consiliare n. 56 di data 30 novembre 2021 ai sensi dell’art. 4-bis della LR 2 febbraio 2010 n. 6.
  5. L’impugnazione riguarda sia i provvedimenti di divieto sia il regolamento comunale, e in particolare la previsione che subordina l’insediamento di nuove attività di somministrazione nell’Ambito 03 (“Piazza Porto – piazzale Monte Baldo, a forte congestione”) all’approvazione di un piano urbanistico attuativo riguardante l’intera area.
  6. Sulla vicenda si possono formulare le seguenti considerazioni:

(a) le limitazioni alla libertà di insediamento di nuove attività economiche di carattere imprenditoriale o professionale, come pure l’introduzione di regimi autorizzatori, sono ammissibili solo quando ricorrano le condizioni stabilite dagli art. 12 e 14 del Dlgs. 26 marzo 2010 n. 59, ossia quando sia possibile individuare dei motivi imperativi di interesse generale;

(b) l’art. 64 comma 3 del Dlgs. 59/2010 e, a livello locale, l’art. 4-bis della LR 6/2010 affidano ai Comuni il compito di adottare un atto di programmazione per individuare le zone del territorio da sottoporre a tutela attraverso la limitazione dell’insediamento di nuove attività commerciali, comprese quelle relative alla somministrazione di alimenti e bevande. La limitazione si considera giustificata qualora sussistano ragioni non altrimenti risolvibili di sostenibilità ambientale, sociale e di viabilità che rendano impossibile consentire ulteriori flussi di pubblico nella zona. Possono essere perseguiti obiettivi di interesse pubblico quali il controllo del consumo di alcolici, il contrasto al degrado urbano, e la tutela del diritto dei residenti alla vivibilità del territorio e alla normale mobilità;

(c) nello specifico, il regolamento comunale non si oppone direttamente a nuovi esercizi di somministrazione nell’Ambito 03, ma ne subordina l’insediamento all’approvazione di un piano urbanistico attuativo esteso all’intera area. Questa previsione equivale nella sostanza a un divieto;

(d) rientra infatti nel normale equilibrio dei piani attuativi l’individuazione di spazi al servizio della viabilità. L’apertura di nuovi esercizi di somministrazione risulterebbe quindi fattibile solo se fosse possibile cedere al Comune aree da assoggettare all’uso pubblico. Non vi è però, evidentemente, alcun interesse per i soggetti economici già insediati a condividere la proposta di un piano attuativo per favorire la ricorrente, che è un competitore, e d’altra parte un piano attuativo proposto dalla sola ricorrente non potrebbe incidere sulle aree nella disponibilità di altri soggetti. Verosimilmente, un piano proposto dalla sola ricorrente non potrebbe neppure aggiungere superfici significative a quelle già adibite a parcheggio in un’area fragile e ristretta come l’alta penisola di Sirmione;

(e) da queste circostanze, tuttavia, non emerge la legittimità dei dinieghi opposti dal Comune alle richieste della ricorrente, ma al contrario l’irragionevolezza di una norma di regolamento che, imponendo il piano attuativo, ha come esito scontato il divieto di nuovi esercizi di somministrazione;

(f) oltre allo sviamento connesso all’utilizzo di uno strumento di natura pianificatoria per regolare un incremento marginale dell’offerta di servizi, si osserva che negli ambiti urbanistici ormai saturi l’unico approccio metodologicamente adeguato è l’analisi di impatto sitospecifica;

(g) occorre infatti verificare, attraverso uno studio riferito al singolo esercizio, quale sia l’incremento netto dei flussi veicolari, tenendo conto sia dei potenziali accessi non veicolari (di turisti o residenti), sia della sottrazione di clientela agli esercizi già insediati, e quindi dell’effetto di redistribuzione degli accessi veicolari attuali. Se non fosse stimabile un incremento netto degli utilizzatori degli spazi di parcheggio, o se tale incremento fosse trascurabile, il divieto di insediamento dovrebbe essere qualificato come semplice misura anticoncorrenziale. Qualora fosse invece accertato un significativo incremento netto, sarebbe comunque necessario verificarne la diluizione negli spazi di parcheggio esistenti, o in quelli aggiuntivi eventualmente reperiti dalla ricorrente, e stabilire la tollerabilità di questo carico aggiuntivo per l’insieme delle attività commerciali già insediate (in termini di riduzione degli spazi a disposizione della rispettiva clientela) nonché per la qualità della vita dei residenti (in termini di congestione delle vie di circolazione).

  1. Sussistono quindi i presupposti per concedere una misura cautelare propulsiva, diretta a verificare se in concreto l’esercizio di somministrazione proposto dalla ricorrente possa essere insediato. A tale scopo, il SUAP dovrà fissare alla ricorrente un termine congruo per la presentazione di uno studio del traffico, da strutturare in modo che vengano affrontati i profili di criticità sopra evidenziati. Sulla base dello studio, il SUAP si pronuncerà nuovamente nel contraddittorio con la ricorrente, disapplicando il regolamento comunale per la parte relativa al piano attuativo, e formulando una valutazione di compatibilità sitospecifica.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia sezione staccata di Brescia (Sezione Seconda)

(a) accoglie la domanda cautelare, come precisato in motivazione;

(b) fissa la trattazione del merito all’udienza pubblica del 27 giugno 2024;

(c) compensa le spese della fase cautelare.

La presente ordinanza sarà eseguita dall’Amministrazione, ed è depositata presso la segreteria del Tribunale, che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Brescia, nella camera di consiglio del giorno 9 novembre 2023, con l’intervento dei magistrati:

Bernardo Massari, Presidente

Mauro Pedron, Consigliere, Estensore

Luigi Rossetti, Referendario

L’ESTENSORE IL PRESIDENTE
Mauro Pedron Bernardo Massari

IL SEGRETARIO

https://ntplusdiritto.ilsole24ore.com/art/vietata-comuni-richiesta-negozio-piano-urbanistico-AFrmCZiB

Vietata ai Comuni la richiesta al negozio del piano urbanistico

 

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